Non chiediamoci : quanto rende? ma: quanto vale? Ha un buon prezzo?
Per decenni, nella gestione dei risparmi, siamo stati abituati a “ contrattare “ con le banche un TASSO attivo
sui conti correnti, sulle obbligazioni, sui libretti postali … sugli investimenti.
Chi avrebbe mai immaginato che la metà delle emissioni di titoli di stato comunitari sarebbe andata in rendimento negativo?
Lo sapevate?
Chi avrebbe mai immaginato che le banche dovessero pagare un tasso negativo dello -0,4% alla BCE sulle riserve in eccesso depositate presso la stessa?
Quanto durerà questa fase?
Quanto incideranno tematiche scottanti come Brexit, elezioni USA, inflazione troppo bassa, rallentamento economico cinese, stagnazione del Giappone, … ?
Poco tempo fa mi faceva notare un bravo marinaio che il calpestio terrestre e la quotidianità ci condizionano la ‘vista’ dall’altezza di un semaforo alla punta dei nostri piedi.
Un buon navigante, invece, per giungere alla meta, deve alzare continuamente lo sguardo, indipendentemente dalle condizioni meteo, e scorgere l’orizzonte.
Morale: una sana gestione dei nostri patrimoni necessita della continua definizione di un buon orizzonte temporale e della consapevolezza che il rendimento dipenderà sempre meno da un tasso pre costituito, sempre di più dall’abilità di generare una performance.
Come?
Facciamo un esempio: proprio i titoli di stato aventi rendimenti negativi hanno prezzi d’acquisto troppo alti.
L’eventuale performance finale positiva del ‘prodotto’ non dipenderà tanto dal tasso nominale acquistato quanto dal momento in cui si effettuano gli acquisti e le vendite.
Pertanto, la domanda conclusiva che ispirerà i nostri futuri successi, in sede d’acquisto/investimento, non sarà più: quanto rende? ma: QUANTO VALE ? HA UN BUON PREZZO?
Affidarsi a consulenti e seri professionisti diventa indispensabile .
