BREXIT O BREMAIN? | Lorenzo Gualandi
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BREXIT O BREMAIN?

 

La scelta è stata fatta: BREXIT 

Politicamente è stata compiuta una scelta, probabilmente, sbagliata e che potrebbe, però,  far bene all’Europa per lo scossone che creerà ai singoli stati per via delle diseguaglianze sociali che stanno aumentando.

Finanziariamente le opportunità d’acquisto  potrebbero diventare “praterie”.

Il pessimista pensa che ogni giorno sarà peggio rispetto a quello precedente.

L’ottimista si comporta come se nulla fosse accaduto.

Il realista si preoccupa, ragiona e coglie le nuove occasioni.

 Qual è la sintesi di quanto accaduto e degli scenari  futuri?

Brexit, la Gran Bretagna lascia l’Unione Europea: un cambiamento che segna la storia del Vecchio Continente e che apre ad una fase complessa e che chiameremo la Grande Incertezza.

Dopo più di 40 anni termina la relazione tra Gran Bretagna ed Unione Europea e le conseguenze politiche ed economiche sono tutte da determinare.

La Grande Incertezza rende estremamente difficile stimare oggi la profondità e l’ampiezza della turbolenza che ha travolto tutti i mercati, anche quelli non immediatamente riferibili alle vicende inglesi ed europee.

Non c’è un’immediata relazione fra l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e un ritorno alla recessione dell’area Euro, essendo questa guidata prevalentemente dalla domanda interna. Le stime di consenso prefigurano un impatto sulla crescita inglese di -1,4 punti percentuali nel 2017, mentre l’effetto sarebbe solo dello 0,3% nell’Eurozona. Tuttavia proprio l’incertezza potrebbe amplificare gli effetti depressivi sulla crescita, limitando consumi e investimenti. A questo si è aggiunto un’agenda di appuntamenti politici particolarmente intensa: le elezioni spagnole , il referendum costituzionale italiano  e le presidenziali americane a novembre.

 Le Banche Centrali, attraverso un’azione concertata, cercheranno di attutire la reazione del mercato alla notizia, mediante interventi finalizzati a riequilibrare valute e tassi di interesse. 

 Dal punto di vista operativo pensiamo sia opportuno, prima di impostare nuove operazioni, valutare attentamente l’evoluzione dei mercati e le reazioni sul piano politico e monetario.

In sintesi, in questo quadro di Grande Incertezza sarà fondamentale la risposta da parte delle istituzioni, in particolare dei Paesi fondatori dell’Unione Europea. Da un lato, queste ultime dovranno far fronte a nuovi attacchi da parte degli euroscettici; dall’altro, i Paesi dell’area sono chiamati a sfruttare questa crisi per imprimere nuovo slancio al progetto di integrazione europea, in modo da renderne più solida l’architettura e frenare ulteriori spinte centrifughe.

 

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